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Non preoccuparti della pioggia, lasciala cadere” (Marco Brignoli, Rifugio Baroni al Brunone, Sentiero delle Orobie Orientali)

lunedì 1 ottobre 2012

Giornata mondiale vegetariana

Oggi ricorre la “Giornata mondiale vegetariana”. Secondo i dati Eurispes 2011 i vegetariani in Italia sono 7 milioni e mezzo, ed il trend è destinato a crescere, fino a toccare quota 30 milioni nel 2050, con un rapporto dunque di uno a due rispetto alla popolazione totale della Penisola. Il 70% di costoro si definisce vegetariano puro (nessun alimento derivato dall’uccisione di animali); il 20% invece ha optato per una scelta più drastica, vale a dire quella vegana (niente carne, pesce né derivati di alcun genere). Il restante 10% fa una scelta moderata, vale a dire un po’ e un po’, ovvero un colpo al cerchio e uno alla batte: i famosi “cerchiobbottisti” che, di fronte alla classica fetta di salame felino, prima rifiutano risentiti…, ma poi alla distanza cedono ignominiosamente. I nutrizionisti, nonostante non dispongano ancora di studi specifici e di lungo corso su questo modello di alimentazione, consigliano comunque – quale principio prudenziale – l’aggiunta di alcune vitamine (ad esempio la B12) e alcuni integratori, contenuti negli alimenti che appartengono al mondo animale. Consiglio rivolto soprattutto alle donne in stato di gravidanza e ai bambini. La dieta vegetariana a quanto pare esporrebbe al rischio di una carenza di ferro e calcio. Ad ogni modo il consiglio è sempre lo stesso: evitare assolutamente la cosiddetta dieta “fai da te”. Meglio affidarsi ad uno specialista. Vi lascio come di consueto con un piccolo aneddoto personale.
Venerdì a pranzo con i colleghi si parlava di abitudini alimentari. Tra di noi c’è una vegetariana, che ci tiene a precisare, con una certa veemenza, di non essere né vegana, né tanto meno fruttariana. Il fruttariano pare che sia colui che si nutre solo di frutta, e solo quella caduta spontaneamente dagli alberi, vale a dire già quasi rinsecchita: c’è da rabbrividire. Anni fa ho conosciuto una ragazza vegana durante un viaggio in Calabria. Costei, quand’era ancora una bimba aveva assistito accidentalmente all’uccisione di un capretto presso la fattoria dello zio. La scena l’aveva talmente traumatizzata che, da quel dì, aveva deciso che mai più si sarebbe nutrita di carne animale - compreso il pesce, naturalmente - . Col tempo poi aveva maturato l’idea che anche il latte e le uova, e i loro derivati, fossero frutto di violenza nei confronti degli animali. E a nulla valeva l’obiezione che mucche e galline producono uova e latte in natura: lei rispondeva convinta che, per sostenere quella domanda, gli allevatori imbottissero le povere bestie di ormoni e le sottoponessero a condizioni di vita strazianti. Probabilmente aveva ragione, fatto sta che lei, seguendo quella dieta particolare, dimostrava almeno vent’anni più della sua età e mentre la sorella, pressoché coetanea, appariva in piena salute, la carnagione rosea, l’aspetto vitale e il carattere estremamente frizzante, lei invece aveva tonalità grigio topo, vestiva quasi sempre di nero e viola ed era eternamente dimessa ed abbattuta. Ricordo che una sera a cena mi trovai casualmente seduto di fronte a lei nell’atto di consumare una monumentale bistecca chianina al sangue con patate fritte. Osservando il suo sguardo inorridito, puntato sul mio piatto, provai un senso di colpa tale che per giorni ebbi crisi di coscienza, feroci manie di persecuzione e difficoltà a prendere sonno. E così oggi a tavola con i colleghi il tutto mi era già abbastanza confuso - oltreché assai difficile da accettare - , quando ad un certo punto Silvia salta su e dice: «Ma lo sapete che ci sono anche i vegetaliani?». Al che io le rispondo di getto: «Ma fammi il piacere… e cosa sarebbero ‘sti vegetaliani? Ascolta, tu dici vegetaliani solo perché hai la erre moscia, dai retta a me…». Lei ha insistito, ed io gliel’ho data vinta perché le voglio bene. Poi, una volta tornato in ufficio, ho controllato su internet ed effettivamente ho appurato che esistono anche i vegetaliani, che sono tutt’altra cosa rispetto ai vegetariani: sono pressappoco la stessa cosa dei vegani. Bah, a quel punto non avevo più alcuna certezza. Ad ogni modo, se proprio devo scegliere, preferisco dire vegani: non so, mi suona meglio.

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