Prova


Non preoccuparti della pioggia, lasciala cadere” (Marco Brignoli, Rifugio Baroni al Brunone, Sentiero delle Orobie Orientali)

lunedì 27 maggio 2013

Sesso e previsioni del tempo

Ieri è stata una bella giornata nella bassa padana. E parlo di meteo, naturalmente. Si certo, c’era un venticello freddo e fastidioso, e sostare all’ombra era sconsigliabile (soprattutto per i broncopatici…), ma il sole era robusto e il cielo terso. Banale direte. Concordo. D’altra parte come si fa a non spendere due parole su questa strana primavera? Pare che sia la più piovosa da 200 anni a questa parte. Oltre che la più fredda da 30. E così, questa bella giornata di sole ieri mi ha rinfrancato proprio e ho cominciato a guardare al futuro con un certo qual ottimismo. Questa mattina però, dopo aver letto l’oroscopo come la quasi totalità degli italiani, (pare che sia una settimana propizia per l’amore, ma nefasta per gli affari - e te pareva…), ho scrutato le previsioni del tempo. Sbirciando rigorosamente sul giornale del vicino in metropolitana. E dire che arrivato neanche a metà settimana il tizio voleva girare inopinatamente pagina. Senza dire nulla… Gli ho detto cortesemente: “Abbia un po’ di pazienza, e che diamine…!”. Si è scusato correttamente e così ho terminato la lettura. Morale? Niente di buono. Da martedì peggioramento del tempo: pioggia, vento, addirittura neve al Nord. E come non bastasse, ecco in arrivo l’influenza di primavera: “Una stagione davvero atipica, che sta provocando un importante strascico della stagione dei malanni, con sindromi simil-influenzali che interessano oggi circa 120mila italiani”. A parlare è Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano che aggiunge: “Bronchite, tosse, mal di gola, starnuti, naso che cola e a volte anche febbre alta e voce che cala di intensità. Questi i sintomi più comuni che si stanno manifestando a causa soprattutto dei numerosi sbalzi termici ai quali siamo sottoposti in questo periodo”. E indovinate un po’ chi c’è tra quei fortunati 120mila? Ma il sottoscritto, naturalmente. E dunque ci lasciamo andare allo sconforto, e piangiamo la nostra triste sorte? Ovviamente no: verranno giornate di caldo, e presto ci ritroveremo assai coerentemente a dire: “Magari ci fosse una di quelle belle giornate fredde di pioggia di questa primavera…”. Senza tuttavia aspettare il cambio di stagione ecco giungere puntuale una ricerca che promette di risollevarci il morale anche in costanza di maltempo. Sul quotidiano free press Leggo di questa mattina vi si legge: “Sesso e maltempo? Quando piove gli italiani lo fanno più spesso”. Oh, ecco il titolo giusto per cominciare bene la settimana. A darne notizia è il sito Lussemburghese per appuntamenti C-Date. Che poi uno potrebbe dire, va be’, che novità: è ovvio che con il maltempo si passi più tempo a letto... è scontato direi. Così come un tempo era più naturale avere tanti figli dato che non c’era la televisione in casa. La sagra delle banalità. In realtà, andando a scorrere i risultati della ricerca, non si trova alcun riferimento al tempo meteorologico. Com’era ovvio. L’accostamento meteo-sesso serviva semplicemente per lanciare un titolo accattivante. Ciò che dice lo studio, invece è che in Italia le persone che affermano di far sesso tutti i giorni sono il 13 per cento (stessa percentuale dei polacchi), contro l’11 per cento della Francia e della Spagna, l’8 per cento della Svezia, il 7 per cento della Danimarca e appena il 5 per cento della Germania. Pare tra l’altro che negli ultimi anni la maggior parte delle nuove relazioni sia sbocciate navigando su Internet (53 per cento dei casi) e frequentando il luogo di lavoro (25 per cento). Solo nel 18 per cento dei casi invece gli incontri si sono realizzati in luoghi di socializzazione. Per la serie, come cambia la società.
Restando sul tema poi c’è un’altra ricerca decisamente interessante: il 30 per cento delle coppie sposate da almeno 15 anni non ha attività sessuale. Nelle coppie sposate da oltre trent’anni la percentuale sale al 50 per cento. E sette volte su dieci è l’uomo a tirarsi indietro dai propri doveri coniugali. Questo è ciò che emerge dalle centinaia di migliaia di procedure di separazione e divorzio celebrate nel nostro Paese nell’ultimo decennio. Motivo? Sei volte su dieci si tratta di noiosissima routine; nel 20 per cento dei casi, invece, la causa sarebbe riconducibile a problematiche patologiche. Pare inoltre che l’80 per cento delle infedeltà coniugali dipende proprio da questo problema. Infedeltà, tradimento, inganno? Brutte faccende. Se non c’è più motivo di stare insieme, meglio lasciarsi, piuttosto che trascinare avanti una relazione ingestibile. Già, ma come capire se il partner ci tradisce? Ci vorrebbe qualche bel consiglio pronto uso. Die Bild ha recentemente stilato un meraviglioso elenco di indizi (originalissimi, tra l’altro…) che possono aiutarci a scovare il tradimento. Se per esempio una donna ha un altro uomo per la testa, ecco a cosa dobbiamo fare attenzione: 1) Un improvviso interesse per le sperimentazioni sessuali; 2) Un improvviso e radicale cambiamento di look; 3) Uscite più frequenti e nuove amicizie (con relativa esclusione del partner: “Ma cosa vuoi venire anche tu, cosa? Stai lì bel tranquillo e goditi l’ultima puntata de Il medico in famiglia); 3) Irritabilità nel rispondere a semplici domande; 4) Se racconta una serata trascorsa con amici o colleghi in ogni singolo dettaglio, probabilmente potrebbe essere studiato per non destare sospetti; 5) Telefoni che squillano all’improvviso di notte seguiti da corse in bagno per non farsi sentire; 6) E per finire, trattandosi di donne, altro campanello d’allarme è il taglio di capelli improvviso e inaspettato. Ecco, se non vi è mai punta vaghezza di sapere come mai la vostra compagna ha questi strani atteggiamenti, ora sapete che può trattarsi di tradimento. Un po’ come Fantozzi quando si trova alle prese con la storia d’amore tra la moglie Pina e Cecco, il nipote del fornaio (quello col culo molto basso e l’alito tipo fogne di Calcutta nella stagione monzonica). Colto ciòè da un leggerissimo sospetto solo dopo aver scovato quintali di pane stipati in ogni singolo cassetto, in ogni armadio, credenza, ripostiglio, frigorifero etc…! Ad ogni modo, se anche a voi dovesse capitare qualcosa del genere, nessun problema: l’importante è poter comunque contare su “calze, mutande, vestagliona di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle (per la quale andava pazzo), familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero”.

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