Carovana 2011 Balacaval per i sentieri, i borghi e i parchi del Piemonte Meridionale.
Una compagnia di musicisti sta viaggiando da tre mesi nelle provincie Cuneo, Torino ed Asti a bordo di quattro carri trainati da cavalli e ha allestito nei luoghi di sosta una sala da ballo in plein air, dove si sono svolti anche cine-concerti e laboratori di musica e danza per bambini e adulti. La compagnia itinerante prosegue il suo programma di spettacoli. Per vedere i prossimi appuntamenti o tutta la documentazione in rete potete accedere al loro blog cliccando qui.
Per chi non c'e' ancora stato, ad Ostana, torna la manifestazione "Chantar e Dançar a Ostana", terza edizione. L'11 settembre, nel bel paesino in valle Po, si canta e si balla su musiche occitane. Qui trovate le informazioni.
Prova
“Non preoccuparti della pioggia, lasciala cadere” (Marco Brignoli, Rifugio Baroni al Brunone, Sentiero delle Orobie Orientali)
Pagine
mercoledì 31 agosto 2011
giovedì 25 agosto 2011
Fuori di testa....?
Ci sono persone che cambiano vita e riescono ad esser più contenti.
Questi cambiamenti sono alla portata di tutti? o bisogna essere fuori di testa?
La domanda paradossale è: cosa succederebbe se tutti diventassero eremiti?
Questi cambiamenti sono alla portata di tutti? o bisogna essere fuori di testa?
Ecco un articolo che parla prorpio di un manager diventato eremita.
La domanda paradossale è: cosa succederebbe se tutti diventassero eremiti?
Tornare un po' bambini...
A Pre Saint Didier, in val d'Aosta, c'è il parco avventura Mont Blanc (qualsiasi cosa, in Valdigne, si chiama così e si può immaginare il perchè). Si tratta di un percorso ludico sportivo costruito in un bosco di pini alti anche più di 20 metri, con vista sul Monte Bianco.
E’ accessibile a tutti, bambini e adulti, soli, in famiglia o in gruppo. Non occorre alcun tipo di capacità tecnica, solo voglia di divertirsi! E' aperto tutto l'anno, per gi adulti il costo è di 23 euro in estate, 18 in inverno. Andate qui per le tutte le info.
Sempre in Valdigne, a Morgex, si può anche fare Rafting, sulla Dora Baltea.
Costo 50 euro per tre ore di discesa (percorso classic) fino a 75 euro per 6 ore (percorso full immersion). Altre informazioni le trovate qui.
E’ accessibile a tutti, bambini e adulti, soli, in famiglia o in gruppo. Non occorre alcun tipo di capacità tecnica, solo voglia di divertirsi! E' aperto tutto l'anno, per gi adulti il costo è di 23 euro in estate, 18 in inverno. Andate qui per le tutte le info.
Sempre in Valdigne, a Morgex, si può anche fare Rafting, sulla Dora Baltea.
Costo 50 euro per tre ore di discesa (percorso classic) fino a 75 euro per 6 ore (percorso full immersion). Altre informazioni le trovate qui.
martedì 2 agosto 2011
LE CASE DEGLI SPIRITI
Città morte, fabbriche dismesse, ferrovie e miniere abbandonate, relitti di terra o di mare. È la mappa dei luoghi perduti costruita da Paolo Rumiz nel corso del suo viaggio 2011. Dal 31 luglio (sulle pagine della Domenica di Repubblica) e per tutto agosto (su R2) Rumiz racconterà questo mondo parallelo popolato di fantasmi. E sul sito REPUBBLICA LE INCHIESTE via via troverete, insieme con la puntata del giorno, corredata da video, fotogalleria e mappa, l'archivio di tutte le puntate precedenti
Vista dal mare sembra un leviatano di pietra, affollata di teschi, femori, costoloni, vertebre. E' su questi scogli che in una notte di tempesta del 1859 si schiantò la fregata francese "Sémillante", carica di soldati in rotta per la Crimea. Morirono in ottocento e oggi quelli che furono ritrovati riposano in due piccoli cimiteri affacciati sulle Bocche di Bonifacio. Quel pomeriggio il vento calò. Era quanto speravo. Una finestra di quiete forse si apriva nel mare senza pace delle Bocche. Volevo raggiungere Lavezzi l'indomani, nello spazio navale francese, e un bravo marinaio era già stato allertato per la traversata dal porto della Maddalena. L'isola, deserta e acuminata, era stata tomba di molti marinai. L'amico Paolo, nella sua mappa dei luoghi perduti, l'aveva indicata con un nome che conoscevo: “Sémillante”, quello di una fregata francese che nel 1859 era andata a schiantarsi su quelle rocce facendo morire quasi ottocento marinai. Storia maledetta, che avevo letto una quarantina di anni prima in un mirabile racconto di Alphonse Daudet. CONTINUA A LEGGERE QUI ...
Vista dal mare sembra un leviatano di pietra, affollata di teschi, femori, costoloni, vertebre. E' su questi scogli che in una notte di tempesta del 1859 si schiantò la fregata francese "Sémillante", carica di soldati in rotta per la Crimea. Morirono in ottocento e oggi quelli che furono ritrovati riposano in due piccoli cimiteri affacciati sulle Bocche di Bonifacio. Quel pomeriggio il vento calò. Era quanto speravo. Una finestra di quiete forse si apriva nel mare senza pace delle Bocche. Volevo raggiungere Lavezzi l'indomani, nello spazio navale francese, e un bravo marinaio era già stato allertato per la traversata dal porto della Maddalena. L'isola, deserta e acuminata, era stata tomba di molti marinai. L'amico Paolo, nella sua mappa dei luoghi perduti, l'aveva indicata con un nome che conoscevo: “Sémillante”, quello di una fregata francese che nel 1859 era andata a schiantarsi su quelle rocce facendo morire quasi ottocento marinai. Storia maledetta, che avevo letto una quarantina di anni prima in un mirabile racconto di Alphonse Daudet. CONTINUA A LEGGERE QUI ...
lunedì 1 agosto 2011
giovedì 28 luglio 2011
Tutti a Valloria per il "Listoanno"
Amici carissimi,
Prima che scappiate tutti verso le meritate vacanze agostane, mi preme ricordare, che il primo week end di settembre (vale a dire 2-3-4 settembre), si terrà il primo raduno nazionale de "Il Listone" che per l’occasione abbiamo deciso di chiamare “Listoanno” (o se preferite “Compleone”). La sede prescelta è quella di Valloria, presso la casa dello zio di Laura. Valloria (Vallis Aurea, perché l’olio - dal colore dell’oro - è stata la ricchezza di questo borgo), come alcuni di voi sanno, è un paesino di poche anime (47 per l’esattezza) immerso nelle verdi e ubertose colline di Imperia, circondato da olivi a perdita d’occhio.
E’ posto a 437 metri s.l.m. e dista da Imperia una quindicina di chilometri. Dal balcone della casa che guarda a oriente si vede il mare, soprattutto al tramonto, quando il sole con i suoi colori infuocati si riflette nelle azzurre acque del golfo. Tra le altre caratteristiche che contraddistinguono Valloria vi sono i famosi portoni delle case dipinte da artisti provenienti da ogni dove: nel dedalo dei suoi caruggi scopriremo 126 opere d’arte: 126 porte dipinte.
Sarà l’occasione per raccontarci le vacanze appena trascorse, cammineremo tra sentieri abbandonati, arriveremo al mare e qui prenderemo l’ultimo bagno della stagione. E poi gusteremo la cucina locale e abbandonandoci ai calici freschi e dorati programmeremo le prossime gite autunnali.
L’idea è partire venerdì pomeriggio: da Milano ci vogliono circa tre ore. Cena al ristorante “La porta dei sapori”.
Al mattino sveglia con calma (sicuramente si farà tardi la sera..quindi…) e discesa verso il mare. A Dolcedo (sette chilometri da Valloria) c’è un autobus che ci conduce fino a Imperia. Ritorno a Valloria nel tardo pomeriggio sempre in autobus.
La sera decideremo insieme se riprovare le prodezze culinarie di Lorenzo (che già tanti successi hanno mietuto in primavera) o tentare altre vie…!
Domenica rientro a casa da definire.
Accorrete numerosi.
La Tradizione dello Spaudo. Si narra che se un “Foresto” sposava una ragazza del paese doveva in qualche modo risarcire i giovani locali con una somma di denaro che veniva poi spesa in dolci e vino. Anche i vedovi che si risposavano dovevano pagare lo “Spaudo”: sennò diventavano vittima dei “ciaravui”, che consistevano nel fare baccano sotto le finestre degli sposi finché lo sposo non avesse pagato (www.valloria.it)
Prima che scappiate tutti verso le meritate vacanze agostane, mi preme ricordare, che il primo week end di settembre (vale a dire 2-3-4 settembre), si terrà il primo raduno nazionale de "Il Listone" che per l’occasione abbiamo deciso di chiamare “Listoanno” (o se preferite “Compleone”). La sede prescelta è quella di Valloria, presso la casa dello zio di Laura. Valloria (Vallis Aurea, perché l’olio - dal colore dell’oro - è stata la ricchezza di questo borgo), come alcuni di voi sanno, è un paesino di poche anime (47 per l’esattezza) immerso nelle verdi e ubertose colline di Imperia, circondato da olivi a perdita d’occhio.
E’ posto a 437 metri s.l.m. e dista da Imperia una quindicina di chilometri. Dal balcone della casa che guarda a oriente si vede il mare, soprattutto al tramonto, quando il sole con i suoi colori infuocati si riflette nelle azzurre acque del golfo. Tra le altre caratteristiche che contraddistinguono Valloria vi sono i famosi portoni delle case dipinte da artisti provenienti da ogni dove: nel dedalo dei suoi caruggi scopriremo 126 opere d’arte: 126 porte dipinte.
Sarà l’occasione per raccontarci le vacanze appena trascorse, cammineremo tra sentieri abbandonati, arriveremo al mare e qui prenderemo l’ultimo bagno della stagione. E poi gusteremo la cucina locale e abbandonandoci ai calici freschi e dorati programmeremo le prossime gite autunnali. L’idea è partire venerdì pomeriggio: da Milano ci vogliono circa tre ore. Cena al ristorante “La porta dei sapori”.
Al mattino sveglia con calma (sicuramente si farà tardi la sera..quindi…) e discesa verso il mare. A Dolcedo (sette chilometri da Valloria) c’è un autobus che ci conduce fino a Imperia. Ritorno a Valloria nel tardo pomeriggio sempre in autobus.
La sera decideremo insieme se riprovare le prodezze culinarie di Lorenzo (che già tanti successi hanno mietuto in primavera) o tentare altre vie…!
Domenica rientro a casa da definire. Accorrete numerosi.
La Tradizione dello Spaudo. Si narra che se un “Foresto” sposava una ragazza del paese doveva in qualche modo risarcire i giovani locali con una somma di denaro che veniva poi spesa in dolci e vino. Anche i vedovi che si risposavano dovevano pagare lo “Spaudo”: sennò diventavano vittima dei “ciaravui”, che consistevano nel fare baccano sotto le finestre degli sposi finché lo sposo non avesse pagato (www.valloria.it)
lunedì 18 luglio 2011
Non sto pensando a niente
Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E' come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E' come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...
Fernando Pessoa
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